GENOVA, VENERDI' 6 MARZO: LOTTA COMUNISTA RICORDA, A MODO SUO, IL PARTIGIANO "PIETRO"


Sono le 17:30 di venerdì sei marzo quando - presso la sala conferenze del Centro Civico Buranello della delegazione genovese di San Pier d'Arena - si tiene la presentazione di un libro, "Comunisti e partigiani", dedicato a Giacomo 'Pietro' Buranello.
Davanti a circa centocinquanta persone - chiamate a raccolta dai traditori trotzkisti di Lotta Comunista, ma sono presenti anche esponenti riconosciuti di altre latrine 'permanentiste' quali l'associazione ControCorrente e il Partito Comunista dei Lavoratori - si alternano a dar vita alla giornata: l'autore del libro, Manlio Calegari, e Mario Caprini, del centro di documentazione Logos.
Se non bastasse l'identificazione del tipo di platea che affolla la sala, è proprio lo scrittore - nel suo intervento - a chiarire all'uditorio quale sia il tenore del tomo.
La sua rivisitazione degli avvenimenti, che portarono all'inizio del 1944 alla cattura ed all'assassinio di Buranello, è impregnata di evidente risentimento verso gli 'stalinisti' del Partito Comunista ufficiale; particolarmente significativo è il passaggio nel quale il Calegari afferma che "non si capisce perché il Pci, che dichiarava migliaia di iscritti, per organizzare lo sciopero del 1° marzo 1944 richiamò due compagni dalle montagne: lo stesso Buranello ed il suo amico Walter Fillak (nome di battaglia 'Gennaio', n.d.r.)".
E' proprio questo riferimento alle supposte migliaia di iscritti che il Partito Comunista sosteneva di avere, che fa comprendere definitivamente il carattere indecente della conferenza, che chi scrive abbandona poco dopo questa affermazione che delimita esattamente la cultura politica a cui è legato colui che parla.
Concludo riportando il testo di un sms ricevuto in serata dal compagno Eros Barone, uno dei componenti della delegazione del Circolo Culturale Proletario di Genova presente all'evento: "... In una sala piena di furiosi antistalinisti, sia pure di 'sinistra', è toccato a me e a Silvano rivendicare l'ispirazione bolscevica e staliniana della figura e dell'azione di GB, smascherando la rappresentazione sottilmente denigratoria di GB proposta dai relatori, ristabilendo la verità storica e politica. Evidentemente ci siamo riusciti se abbiamo persino strappato qualche applauso...".

Genova, 07 marzo 2015

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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